La cena aziendale di Natale ha una brutta fama, e in parte se l'è meritata. Arrivi, ti fanno sedere accanto a qualcuno di un altro reparto con cui hai scambiato tre email in tutto l'anno, parli del traffico, del menù e del panettone, e al dolce ci sono già due gruppi: quelli che tornano a casa e quelli che restano per l'ultimo giro. I giochi per la cena aziendale esistono per rompere esattamente questo: la barriera dei primi venti minuti. Non servono dinamiche da coach né un budget. Serve scegliere bene il gioco, il momento e il tavolo.
Questa guida è per chi organizza la cena quest'anno (volontario o costretto) e vuole che lunedì la gente torni in ufficio dicendo «che bella serata» invece di «che lunga che è stata». Vale allo stesso modo per una cena da dodici in pizzeria e per un pranzo da sessanta in una sala per matrimoni. E anche se in Italia la cena di Natale con i colleghi arriva spesso all'ultimo, incastrata tra chiusure e scambi di regali, in Spagna, Francia e Germania la tradizione è la stessa con altri nomi: cena de empresa, repas de fin d'année e Weihnachtsfeier. Il problema dei primi venti minuti è identico in tutti e quattro i paesi.
Perché la cena aziendale diventa una salita
Non è che alla gente non piaccia il proprio lavoro. È che la cena mescola due cose che di solito non stanno insieme: l'atmosfera di festa e la gerarchia. Nessuno sa se può fare una battuta davanti al direttore, se lo stagista può sedersi con i soci o se raccontare il weekend è troppa confidenza. Il risultato è una conversazione da ascensore che dura tre ore.
A questo si aggiunge la stanchezza. Eurofound, l'agenzia europea che studia le condizioni di lavoro, ha intervistato più di 70.000 persone di 36 paesi nella sua indagine del 2021 (Eurofound (2021)), e dicembre, con le chiusure di fine anno, è per molti il mese più compresso. Arrivare a cena con la testa in un foglio di calcolo non aiuta nessuno.
La buona notizia è che il rimedio costa poco. Un gioco breve, scelto bene, dà a tutti una scusa per parlare di qualcosa che non sia il lavoro, mette alla pari capi e nuovi arrivati per venti minuti e lascia un aneddoto che si ricorderà a gennaio. Lo raccontiamo più in dettaglio in benefici dei giochi da tavolo al lavoro; qui ci concentriamo sulla cena.
Cosa dice la scienza del ridere in gruppo
Ridere con altre persone non è solo piacevole: fa qualcosa di misurabile nel corpo. Un gruppo dell'Università di Oxford guidato da Robin Dunbar ha verificato che guardare quindici minuti di commedia in compagnia alzava la soglia del dolore dei partecipanti, un indicatore indiretto del rilascio di endorfine, e che l'effetto veniva dalla risata in sé, non dal semplice buonumore (Università di Oxford (2011)).
Anni dopo, i ricercatori dell'Università di Turku l'hanno misurato direttamente con la tomografia a emissione di positroni: la risata sociale con gli amici aumentava il rilascio di oppioidi endogeni nelle aree del cervello che regolano l'eccitazione e le emozioni (Università di Turku (2017)). Gli autori propongono che questo meccanismo sia una delle vie con cui gli esseri umani formano e mantengono i legami.
E al lavoro? Uno studio della Saïd Business School dell'Università di Oxford ha seguito per sei mesi 1.800 operatori dei call center di BT e ha scoperto che nelle settimane in cui dicevano di essere contenti vendevano circa il 13 % in più, senza lavorare più ore (Università di Oxford (2019)). Non è che una cena sistemi un anno storto, ma il buon clima non è un lusso decorativo.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità e l'Organizzazione Internazionale del Lavoro hanno pubblicato nel 2022 le prime linee guida mondiali sulla salute mentale al lavoro, e il dato con cui le hanno presentate parla da solo:
«Si stima che ogni anno vadano persi 12 miliardi di giornate lavorative a causa di depressione e ansia, con un costo per l'economia mondiale vicino ai mille miliardi di dollari.» — OMS e OIL (2022)
Una cena con le risate non sostituisce buone condizioni di lavoro. Ma fa parte di quello che le linee guida chiamano sostegno sociale sul lavoro, ed è una delle poche cose che si possono migliorare con 15 € e mezz'ora.
Come scegliere il gioco: le quattro regole del ristorante
Un ristorante non è il salotto di casa. Ci sono piatti, bicchieri, camerieri che passano e un tavolo lungo in cui chi sta a un capo non sente chi sta all'altro. Per questo la maggior parte dei giochi da tavolo classici fallisce a una cena aziendale, e per questo conviene filtrare con queste quattro regole:
- Niente tabellone né pedine. Tutto ciò che ha bisogno di una superficie piana e pulita resta a casa. Carte o niente.
- Si spiega in un minuto. Se bisogna leggere un regolamento, metà tavolo sta già guardando il telefono. In come spiegare le regole di un gioco da tavolo in 5 minuti trovi il metodo; per una cena, meglio ancora se sta in una frase.
- Partite da 15 a 30 minuti. La cena continua. Il gioco è una parentesi, non il piatto principale.
- Nessuno resta fuori. Chi non vuole partecipare deve poter votare, ridere o segnare i punti senza sentirsi additato.
Con questi filtri, il formato che funziona meglio è la sfida faccia a faccia con votazione: due persone affrontano una prova assurda, il resto decide chi ha vinto e la carta cambia di mano. È esattamente quello che fa Game Off: chi trattiene di più il respiro, chi dice più marche di auto in 30 secondi, chi imita meglio il cognato. Si gioca da 3 persone in su, va bene tanto per i 5 anni quanto per i 155, e una partita dura mezz'ora. Le regole complete sono in come si gioca.
Idee di giochi per la cena aziendale senza comprare nulla
Se non fai in tempo a ordinare niente, ci sono giochi che nascono da un tovagliolo e una penna:
- Due verità e una bugia, versione ufficio. Ognuno racconta tre cose sul proprio primo giorno in azienda; il tavolo indovina quella falsa. Funziona perché i veterani hanno storie e i nuovi hanno domande.
- Il parente di Natale. Ogni persona imita per 20 secondi un parente tipico del pranzo di Natale (quello che parla di politica, la zia che chiede del fidanzato, quello che si addormenta sul divano). Il tavolo vota la migliore.
- Parole proibite. Prima del dolce, ognuno riceve su un tovagliolo una parola («budget», «riunione», «smart working») da infilare nella conversazione senza farsi beccare. Chi la scopre vince il punto. Funziona particolarmente bene a cena perché si gioca mentre si parla, non al posto di parlare.
- Asta di aneddoti. Qualcuno dice «la peggior figuraccia in videochiamata» e chi ha la storia migliore la racconta. Senza vincitore: il premio è la storia.
Nessuno di questi giochi richiede di alzarsi dalla sedia, e tutti hanno una proprietà fondamentale: danno il permesso di parlare di qualcosa di personale senza che sia strano.
Quando tirare fuori il gioco (e quando riporlo)
Il momento conta quanto il gioco. Troppo presto, e la gente non ha ancora rotto il ghiaccio nemmeno con il vino. Troppo tardi, e metà ha già chiamato il taxi. La finestra buona è tra il secondo e il dolce: c'è già confidenza, c'è ancora energia e i camerieri ci mettono un po'.
Tre consigli in più da chi ne ha organizzate parecchie:
- Avvisa il giorno prima. Un messaggio tipo «domani al dolce c'è un gioco breve, nessuno è obbligato» toglie l'ansia da palcoscenico ed evita che sembri un'imboscata.
- Mai interrompere un discorso. Se il direttore vuole dire due parole, che le dica prima. Il gioco viene dopo, non sopra.
- Fermati sul più bello. Quando il tavolo ride di più, è il momento di chiudere. Meglio che chiedano un altro giro piuttosto che la partita si trascini.
Tavoli grandi, reparti e capi: come distribuire le persone
A una cena da trenta non c'è un gioco, ci sono quattro o cinque tavoli che giocano contemporaneamente. Quello che funziona è distribuire un mazzo per tavolo e nominare in ciascuno una persona che spieghi le regole (un minuto, ricorda). Se la cena è molto numerosa, in giochi da tavolo per gruppi numerosi spieghiamo come organizzare turni per tavolo e una finale tra i vincitori.
La disposizione dei posti è la parte più delicata e quella che viene apprezzata di più. Separa quelli che siedono vicini ogni giorno e mescola i reparti; a ogni tavolo ci sia qualcuno con anzianità e qualcuno appena arrivato. E una regola non scritta che salva le cene: il capo gioca, ma non vince perché è il capo. Se il tavolo gli vota contro nella sfida a imitare il cognato, è il segnale migliore che il gioco sta funzionando.
Un dettaglio pratico: Game Off costa 15,95 € spedizione inclusa, e con un mazzo per tavolo hai materiale per tutta la sala. E se la cena serve anche per fare un pensiero, un gioco di carte che poi resta in ufficio per i venerdì è un regalo che non finisce in un cassetto. Per ordini di molte unità, la pagina professionisti riporta le condizioni.
Se la cena è a casa o in uno spazio affittato
Sempre più team piccoli scambiano il ristorante con un appartamento, un agriturismo o uno spazio con catering. Lì le regole si allentano: ci sono tavoli liberi, si può stare in piedi e ci sta anche un gioco un po' più lungo. Il criterio però è lo stesso: niente che richieda mezz'ora di concentrazione quando la gente vuole chiacchierare.
Quello che funziona meglio in quel formato è alternare: un gioco di carte breve all'inizio, mentre arrivano tutti; cena; e dopo il dolce, un giro di sfide in piedi con tutta la sala che vota. Se cercate idee pensate per il dopocena di casa, in cinque giochi per la cena di Natale ce ne sono diverse che si trasferiscono senza modifiche a una cena aziendale casalinga.
Domande frequenti
Quali giochi si possono fare a una cena aziendale al ristorante?
Quelli che non hanno bisogno di tabellone né di spazio: giochi di carte con sfide brevi e votazione, parole proibite, imitazioni o aneddoti. La regola è che si spieghino in un minuto, durino meno di mezz'ora e permettano a chi non vuole partecipare di votare o guardare senza sentirsi obbligato.
Qual è il momento migliore per tirare fuori un gioco alla cena aziendale?
Tra il secondo e il dolce. Prima, la gente non si è ancora sciolta; dopo, molti cominciano ad andarsene. Avvisa il giorno prima che ci sarà un gioco breve, lascia che i discorsi vengano prima e chiudi la partita quando il tavolo è al suo massimo.
Come organizzo i giochi se siamo più di 20 persone?
Gioca per tavoli, non in un unico turno. Distribuisci un mazzo o un gioco per tavolo, nomina a ciascuno qualcuno che spieghi le regole e, se c'è voglia, fai una finale veloce tra i vincitori di ogni tavolo. Mescola reparti e anzianità quando assegni i posti.
E se a qualcuno non va di giocare?
Non succede niente, e conviene dirlo ad alta voce prima di cominciare. Nei giochi di sfida con votazione, chi non vuole partecipare può fare da giuria: ride, vota e dice la sua senza esporsi. L'importante è che nessuno senta che la cena si è trasformata in un esame.
Riferimenti
- Università di Oxford / Royal Society (2011). Laughter is the best medicine: la risata sociale alza la soglia del dolore.
- Università di Turku, Manninen et al. (2017). Social laughter triggers endogenous opioid release in humans. Journal of Neuroscience.
- Università di Oxford, Saïd Business School (2019). Happy workers are 13% more productive.
- OMS e OIL (2022). WHO and ILO call for new measures to tackle mental health issues at work.
- Eurofound (2021). European Working Conditions Telephone Survey 2021.
